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  • PAOLO LAURIA

Vinitaly 2017: Il pianeta madre di un intero sistema creato intorno al vino.

Updated: Mar 19, 2019

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La cinquantunesima edizione del Vinitaly, o meglio l’edizione 50 + 1, come è stata definita dagli stessi organizzatori, ha chiuso i battenti da pochi giorni, ancora una volta con numeri da record: 128.000 i partecipanti provenienti da 142 Paesi, di cui addirittura 48.000 stranieri, quasi tutti buyer in aumento rispetto all’edizione precedente. 4.270 sono state invece le aziende espositrici provenienti da 30 nazioni, il 4% in più del 2016.

Nonostante i numeri sopra esposti il salone nostrano, almeno in relazione ai vini presentati, rimane a stragrande maggioranza un salone “nazionalista" con vini provenienti da ogni regione, potremmo dire angolo d’Italia.

Tuttavia la 51ma edizione del Vinitaly ha segnato una netta e più ampia apertura verso i mercati internazionali, da quello storico e strategico degli Stati Uniti alla Cina (+ 12% di operatori presenti) anche attraverso la presenza di colossi della vendita e distribuzione online come Alibaba.

Nei quattro giorni della manifestazione, oltre agli incontri con i buyer, si sono tenuti quasi 400 tra convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino rendendo il Vinitaly non solo un salone del vino nel senso tradizionale del termine ma una vera e propria accademia. Tendenza quest’ultima consolidata negli ultimi anni anche con le numerose iniziative intorno al vino organizzate da Verona Fiere, in Italia come all’estero.

In poche parole Vinitaly si sta affermando sempre più come marchio di un ecosistema che va dalla promozione alla vendita del vino, passando attraverso attività culturali, occasioni di incontri ed eventi satelliti.

Tra questi, ancora una volta non si può non segnalare il successo di Enolitech, lo spazio dedicato ad accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola, che ha tagliato il traguardo delle 20 edizioni e che ha mostrato novità e piccoli gioielli come la cassa trasparente “Aria” presentata nello stand di Italesse.

Prima di lasciar parlare le foto per descrivere tutta questa enorme festa commerciale, non posso non fare un accenno ad Opera Wine, evento realizzato da Vinitaly in collaborazione con Wine Spectator.

Trattandosi della mia prima esperienza sull’evento, al di là delle grandiose eccellenze degustate, alle quali tante altre se ne potevano aggiungere (ho notato una piccola discrepanza tra i vini presenti e i vini italiani inseriti dalla rivista americana tra i primi 100 al mondo), l’evento sembra essere diventato talmente grande da necessitare spazi ancora più ampi per non perdere (ecco l’aspetto veramente bello!) quell’esperienza di degustazione e confronto diretto con produttori ed enologi che non sempre in fiera è possibile e che rappresenta un plus da valorizzare.

Non resta che attendere l'edizione del prossimo anno per vedere se questo grande sistema del Vinitaly sarà cresciuto ulteriormente.




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